Civic crowdfunding: dal Regno Unito una ricerca per capire meglio il fenomeno

civic crowdfunding

 

Non chiamatela “solo” raccolta fondi. Il civic crowdfunding è una forma di finanza alternativa per progetti e opere di interesse pubblico, che sfrutta le dinamiche virali di Internet e dei social network per coinvolgere un numero più ampio di cittadini nello sviluppo della propria comunità. In questo senso, il civic crowdfunding è innanzitutto un potente strumento di rafforzamento e coesione del tessuto sociale, soprattutto in aree urbane in rapida crescita e trasformazione.

 

Le origini del civic crowdfunding

e il panorama odierno

Per convenzione non scritta, uno dei primi esempi di successo di civic crowdfunding della storia risale al 1884, quando il magnate della stampa Joseph Pulitzer riuscì a raccogliere oltre 100 mila dollari di allora da 120 mila persone in poco più di 150 giorni, per finanziare la costruzione del piedistallo e il collocamento sulle rocce di Liberty Island della Statua della Libertà.

 

A distanza di quasi due secoli, la diffusione di Internet e dei social network hanno allargato la platea di possibili attori del civic crowdfunding: non più solo magnati della stampa e figure illustri, ma anche i semplici cittadini possono oggi organizzare una campagna di raccolta fondi per il proprio quartiere o città.

 

Persone comuni, ma anche enti pubblici o privati, possono creare in ogni momento una campagna di civic crowdfunding utilizzando piattaforme come Tinaba, che consentono di devolvere l’intera somma raccolta senza commissioni aggiuntive.

 

Dal restauro di monumenti e aree pubbliche dismesse, alla realizzazione di eventi culturali o di servizi innovativi per i cittadini, fino ad interventi di manutenzione straordinaria (come è avvenuto in Italia per la ricostruzione della Città della Scienza di Napoli), il civic crowdfunding consente la realizzazione di progetti e iniziative provenienti dal basso, laddove né lo Stato né l’economia di mercato da soli sono in grado di intervenire.

 

L’esempio del Regno Unito

Secondo il Civic Crowdfunding Guidebook di Future Cities lo sviluppo recente del civic crowdfunding nelle economie più sviluppate del pianeta dipende dalla concomitanza di molteplici fattori: l’allontanamento di un numero crescente di persone dalle forme di partecipazione politica tradizionale (come i partiti), la contrazione delle risorse economiche delle amministrazioni pubbliche, la crescita della popolazione nelle aree metropolitane e le aspettative delle nuove generazioni per una città più equa, sostenibile e solidale.

 

Secondo la ricerca inglese, il civic crowdfunding si caratterizza, rispetto alle altre tipologie di raccolta fondi, per il fatto di rivolgersi a un territorio definito e alla sua comunità, e di basare il proprio successo sul sostegno e la diffusione spontanea all’interno di movimenti o organizzazioni civili non necessariamente politicizzate o fondate su base gerarchica (come nel caso delle “italiane” social street).

 

Il civic crowdfunding non è prerogativa delle amministrazioni pubbliche, ma rappresenta un’importante opportunità per queste ultime di riguadagnare partecipazione e consenso da parte dei cittadini.

 

Grazie al civic crowdfunding le amministrazioni locali hanno l’opportunità non solo di coinvolgere fasce di popolazione tradizionalmente estranee alla normale amministrazione comunitaria, come i giovani e i nuovi residenti, ma anche di riguadagnare una parte del consenso perduto. Una piattaforma di crowdfunding come Tinaba, infatti, rende possibile raccogliere i fondi in maniera assolutamente trasparente, documentando quando e in che modo il denaro raccolto viene effettivamente speso.

 

La raccolta fondi a scopo “comunitario” non è infine alternativa, bensì complementare, all’investimento pubblico o privato: il civic crowdfunding può essere usato sia per finanziare ex novo progetti provenienti dal basso, sia per accelerare o potenziare la realizzazione di iniziative di utilità pubblica, tramite la raccolta di risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle di partenza.

 

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