quanto guadagna artista di strada

quanto guadagna artista di strada
 
Da cinquanta euro al giorno per giocolieri e mimi al semaforo fino ai trecento euro per un team di “fachiri” in lievitazione. In mezzo, quasi diecimila persone che esercitano in maniera continuativa il mestiere di “artisti di strada” (ricerca Ipsos e Stage UP) e che hanno saputo, nel corso degli ultimi anni, adattarsi alle nuove tecnologie e forme di comunicazione per espandere la propria rete di sostenitori: dai social, all’ecommerce, alle app per ricevere donazioni da un cellulare all’altro.
 

Quanto guadagnano gli artisti di strada

Sebbene non esistano, almeno nel nostro Paese, ricerche esaustive sui guadagni delle singole categorie di artisti di strada, è possibile tuttavia farsi un’idea attraverso le interviste e gli approfondimenti che i maggiori quotidiani hanno realizzato in questi ultimi anni. Interviste e approfondimenti proliferati solo nell’ultimo periodo, non a caso, su una categoria di lavoratori che per troppo tempo è stata confusa con coloro che chiedono semplicemente la carità.
 
Le offerte, in questo senso, possono essere molto variabili da artista ad artista, da città a città, ma in linea generale sembra che una “buona giornata” possa essere quella in cui si riescono a guadagnare più di cento euro a persona. Si passa infatti dai 50 euro al giorno in media per i giocolieri e i mimi che si esibiscono al semaforo, secondo un’inchiesta del Corriere di Milano, ai 300 euro per un team di fachiri a Roma, secondo quanto riportato da un’inchiesta del Tempo.
 
Più vari sono i guadagni dei musicisti, dai 50 euro al giorno secondo l’Huffington Post, ma secondo una testimonianza riportata dal Corriere si può arrivare anche a guadagnare lo stipendio di “un insegnante”, come nel caso di una giovane cantante che aveva perso il proprio lavoro in una scuola elementare. In alcuni momenti dell’anno, come può essere il Fuorisalone di Milano, i guadagni possono sfiorare anche gli 80 euro al giorno.
 
Per lo più gli artisti di strada intervistati dichiarano di “guadagnare quanto basta per vivere”: niente sfarzi, o lussi eccessivi, ma una coppia come i Daiana Lou di Milano (partecipante a X Factor 2016) afferma di guadagnare quanto basta per pagare un affitto da soli in una capitale europea (Berlino, nel loro caso), cene fuori quante servono, e tutto questo lavorando meno ore rispetto alla media degli impiegati (fonte Vice Media). Stesso discorso per Jospeh, madonnaro intervistato dal blog Nuovoeutile, figlio d’arte che ha imparato dal padre a promuovere online la propria immagine e ricevere inviti da comuni, pro loco e centri commerciali in tutta Italia per esibirsi.
 

Gli imprevisti del mestiere

L’artista di strada a tempo pieno è, prima di tutto, un imprenditore, che studia e conosce i luoghi migliori in cui esibirsi, tiene una contabilità di quanto guadagnato giorno per giorno per perfezionare la propria scaletta in base ai gusti del pubblico, e che sa quando è il momento di far girare il “cappello” e quando invece è il momento di lasciare che le persone si lascino coinvolgere dallo spettacolo. In questo senso, anche i più talentuosi possono andare incontro ad alcune frustrazioni iniziali: perfino un violinista come Joshua Bell ha guadagnato la miseria di 30 dollari, suonando per ore in un’affollata metro di Washington.
 
È un mestiere soggetto ai capricci del tempo (un madonnaro può perdere il lavoro di due giorni, per un acquazzone improvviso), a delle regole che possono variare da città a città, dalla totale libertà di spazi e orari di esibizione alle restrizioni più severe, e che mai come negli ultimi anni ha visto un’evoluzione delle possibilità comunicative e commerciali.
 
Oggi gli artisti di strada più evoluti hanno pagine Facebook seguite da migliaia di fan, uno spazio personalizzato sulle app di eventi, siti web tramite cui vendere il proprio merchandasing (cd, magliette..) e applicazioni per smartphone o POS mobile tramite cui ricevere le offerte con un “tap” (come sta già avvenendo a Londra).
 
In particolare quest’ultima innovazione consente già oggi agli artisti di strada di non dipendere più dalla disponibilità di banconote e monete nelle tasche delle persone, non essere più soggetti ai furti di contante, e di rendere il momento dell’offerta meno “invasivo” rispetto al resto dello spettacolo (non sono pochi quelli che se ne vanno, spaventati dall’idea di fare una brutta figura rispetto agli altri). Chissà che non sia anche un modo per aumentare il numero di artisti di strada in attività: tanti, troppi sono quelli che rinunciano in partenza per timore di non arrivare a fine mese.
 

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